La parola MADRE è nascosta nel cuore

La parola MADRE è nascosta nel cuore

<<…e sale alle labbra nei momenti di dolore e di felicità,

come il profumo sale dal cuore della rosa 

e si mescola all'aria chiara.>>

                                                  Kahlil Gibran

 

Mamma, mater, mom, maman, mutter, mamà nei modi più familiari, ma anche matka in polacco, ema in estone, ina in filippino, anne in turco, anya in ungherese e umama in zulu: in ogni lingua del mondo un dolcissimo richiamo di amore!

Per non parlare di tutti i modi di dire, dai più bizzarri a quelli che utilizziamo quotidianamente come madre terra, lievito madre, madre natura, cocco di mamma, bello di mamma, come mamma l’ha fatto o mamma li turchi: quante volte al giorno nominiamo la mamma, pur di tenercela vicino al cuore!

Una sineddoche linguistica, nel corso dei secoli, ha portato la parola latina mammella a trasformarsi in mamma: la prima persona che ci stringe quando veniamo al mondo, il primo profumo che sentiamo, la prima parola che esce dalle nostre labbra.

Sì, perché la madre è sempre la prima: a nutrire, a prendersi cura, ad insegnare e a punire, a veder piangere o ridere di gioia la propria creatura.

L’Eurostat conferma, anche se non c’era ombra di dubbio: gli italiani sono tra i più mammoni d’Europa, “Il 67% dei giovani adulti vive con i genitori”. 

Oltre due terzi dei ragazzi italiani tra i 18 e i 34 anni vive a casa con mamma e papà, una percentuale che non sembra diminuire negli anni, confermandoci al top nell’Unione Europea, secondi solo alla Slovacchia.

E allora chi meglio di noi ha una meravigliosa scusa per festeggiarla? 

Il 14 maggio si tinge di rosa e guai a chi se ne dimentica, perché le mamme italiane non perdonano, come da sempre vengono dipinte in modo caricaturale dalla letteratura e dal cinema: 

superbe cuoche e aspre suocere, disposte a tutto pur di veder felici i propri figlioletti (di qualsiasi età).

Una festa che affonda le sue radici nelle usanze di antichissime popolazioni politeiste

che, nel periodo primaverile, celebravano le divinità femminili legate alla terra e alla fertilità. 

Gli antichi Greci dedicavano alla loro genitrice un giorno dell'anno e la festa coincideva con le celebrazioni in onore della dea Rea, la madre di tutti gli Dei, mentre i Romani intitolavano una settimana intera la divinità Cibele, simbolo della Natura e di tutte le madri.

In Italia, la Giornata nazionale della Madre e del Fanciullo fu istituita il 24 dicembre 1933, per opera del governo fascista: vennero premiate le madri più prolifiche della penisola.

Ma la prima vera festa della mamma come la intendiamo oggi risale al 1956, quando Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera, prese l'iniziativa di celebrare la festa della mamma, seguito l’anno dopo da don Otello Migliosi, parroco di Tordibetto di Assisi. 

L'idea di Don Migliosi fu quella di celebrare la mamma come terreno di incontro e di dialogo tra le varie culture: seguì un disegno di legge volto ad ottenere l'istituzione della festa della mamma.

La ricorrenza prese campo in tutta Italia e fu stabilita come data di celebrazione l'8 maggio dal 1959 al 2000, quando fu spostata alla seconda domenica di maggio, equiparata al giorno scelto dagli Stati Uniti.

    Negli States la ricorrenza nacque con un significato leggermente diverso, come una festività legata ai movimenti sociali che si battevano per il suffragio delle donne e predicavano la pace. 

Nel maggio 1870, infatti, Julia Ward Howe, attivista pacifista e promotrice dell'abolizione della schiavitù, propose l'istituzione del Mother's Day: un'occasione in più per riflettere sull'inutilità della guerra a favore di una pace duratura.

Anna Jarvis, inoltre, istituì il Mother's Day nel 1908, come memoriale in onore di sua madre, un'attivista a favore della pace: la celebrazione si diffuse e divenne molto popolare, tanto che fu ufficializzata dal presidente Woodrow Wilson nel 1914, come espressione pubblica di amore per le madri.

Gratitudine, riconoscenza e attenzione: non sono necessari grandi regali per le nostre mamme che, lo sappiamo bene, non si aspettano mai nulla in cambio per tutto ciò che fanno.

Sorridono se ci vedono felici, ci accolgono ogni volta che abbiamo bisogno di un abbraccio e si commuovono per un semplice 

<<Grazie Mamma!>>

Maria