<<La forza è la nuova bellezza>>

<<La forza è la nuova bellezza>>

…Parole di mamma, ma non di una qualsiasi: la fotografa Kate Parker 6 anni fa ha iniziato a fotografare le sue figlie, con l’obiettivo di coglierne la forza interiore e il coraggio. 

   Il suo progetto, nato tra le mura domestiche, si è esteso ad altre ragazze e oggi diventa un libro:

<<Essere forti è più figo che essere belle>> dichiara Kate, che iniziò a fotografare le sue piccole perché potessero avere un ricordo nitido della loro infanzia. 

   Le immagini più forti, quelle più espressive, sono diventate le sue preferite. 

L’attenzione si è concentrata allora nell’esplorare le sfumature dell’anima delle bambine attraverso la fotografia: il meraviglioso risultato parla di forza, coraggio, ma anche di ombre e frustrazioni.

   Kate Parker si è accorta che è proprio la complementarietà di luci e ombre a rendere perfetto un ritratto, a rendere le sue piccole donne vive e belle.

   Entusiaste proprio come la giovanissima Emma Watson, l'attrice che abbiamo conosciuto come Hermione Granger, che a soli 26 anni è Ambasciatrice di buona volontà delle Nazioni Unite.

   Nel 2014 parlò infatti al quartier generale delle Nazioni Unite lanciando la campagna He for she, che incoraggiava ragazzi e uomini a sostenere l'uguaglianza di genere.

   Temi forti e voce coraggiosa, che ha dovuto alzare ancora una volta in difesa delle donne quando, durante la promozione del kolossal Disney La bella e la bestia, che la vedrà protagonista, è stata accusata di ipocrisia a causa di alcune foto che la ritraggono con parte del seno in vista.

La Watson si è detta stupefatta dei commenti che l'hanno sommersa per il servizio fotografico artistico, pubblicato su Vanity Fair

   <<Stanno dicendo che non posso essere femminista e avere le tette. […] Femminismo significa dare una scelta alle donne, non è un bastone con cui battere altre donne. Riguarda la libertà, la liberazione. Riguarda l'eguaglianza e davvero non so cosa le mie tette abbiano a che fare con questo>>.

   La stessa uguaglianza che si sono dovute conquistare a fatica le tre protagoniste del film Il Diritto di Contare, nelle sale italiane dall’8 Marzo, regia di Theodore Melfi: basato sul romanzo di Margot Lee Shetterley, s’incentra sulle vicende di tre donne afro-americane. Calcolatrici nel campus aereospaziale della NASA in Virginia, pongono le basi del loro successo sui talenti, le capacità e l’ardente desiderio di riscatto sia come donne, che come afro-americane.

   Le protagoniste sono la matematica Katherine Johnson, l’ingegnera Mary Jackson e la responsabile di settore Dorothy Vaughn, cresciute negli Stati Uniti anni Sessanta, caratterizzati da segregazione razziale, episodi di violenza, forti contraddizioni, Guerra Fredda e corsa al predominio aereospaziale.

   In questo scenario fioriscono le ambizioni, la rassegnazione, le delusioni e i sogni di queste tre grintose creature e di tutta la comunità afro-americana mossa dalla voglia di riscatto.

 

   Questo film parla di un’Avventura, vissuta da milioni di donne, in epoche diverse e luoghi distanti.

 

   <<Essere donna è così affascinante. 

È un’avventura che richiede tale coraggio, 

una sfida che non annoia mai.>>

(Oriana Fallaci)

 

Maria